In sintesi
- Gli ecobilanci vengono calcolati per chilogrammo, ma si installa per metro quadrato: un pannello compatto spesso 19 mm pesa più del doppio di una lamiera d'acciaio da 1,5 mm.
- Un valore favorevole del potenziale di riscaldamento globale può derivare, nei pannelli a base di legno, dal carbonio biogenico immagazzinato – significativi sono soltanto la quota fossile, l'energia primaria e il fine vita.
- La leva di sostenibilità maggiore è la durata d'utilizzo: un componente che deve essere sostituito dopo dieci anni perde qualsiasi vantaggio derivante dalla produzione.
- Nella cappa chimica l'energia di ventilazione nel corso del periodo d'esercizio può prevalere nettamente sulla questione dei materiali.
01La domanda sbagliata: quale materiale è più ecologico?
Per le cappe chimiche e gli arredi da laboratorio si confrontano spesso tre tipi di costruzione: acciaio verniciato, pannelli compatti pieni in laminato ad alta pressione (HPL) e pannelli a base di legno con un sottile strato di rivestimento in HPL. La discussione diventa rapidamente di principio – l’acciaio sarebbe energivoro, la resina sintetica difficile da smaltire. Entrambe le affermazioni sono vere, ed entrambe, da sole, non portano alla scelta giusta.
02L’errore di ragionamento: per chilogrammo anziché per componente
L’acciaio è ad alta intensità energetica e di CO2 nella produzione, se si considera un chilogrammo. Nella costruzione di arredi e cappe si utilizzano però lamiere sottili. I pannelli compatti sono invece massicci: secondo la EN 438 hanno una massa volumica di almeno 1,35 g/cm³, e nella cappa vengono impiegati piuttosto con spessori di 19 mm che sottili.
×2,3di massa in più per metro quadrato con un pannello compatto da 19 mm rispetto a una lamiera d’acciaio da 1,5 mm
A ciò si aggiunge una trappola di lettura nelle dichiarazioni ambientali di prodotto: i materiali a base di legno immagazzinano carbonio biogenico, per cui il loro potenziale di riscaldamento globale complessivo può risultare molto basso o persino negativo. Per un confronto equo vanno affiancati la quota fossile, l’energia primaria e il fine vita.
03Il principio: la durata d’utilizzo batte la produzione
La leva più importante di solito non è la produzione, bensì la questione se un componente debba essere sostituito dopo dieci anni oppure possa essere trasformato, riparato per trent’anni e infine riciclato per materiali separati. I corpi in acciaio avvitati possono essere riverniciati, dotati di pezzi di ricambio e reimmessi nel ciclo come materia prima secondaria. I pannelli compatti resistono all’umidità e agli urti, ma in quanto composito termoindurente non sono rifondibili – ha senso il riutilizzo come pannello intero. I pannelli rivestiti in HPL diventano critici non appena l’umidità o i vapori chimici raggiungono il supporto attraverso bordi e fori: a quel punto la riparazione è quasi impossibile e la durata di vita reale ribalta il bilancio.
Nella cappa chimica si aggiunge una seconda leva. Essa movimenta per decenni grandi portate d’aria, e questa energia d’esercizio può prevalere nettamente sulla questione dei materiali. Un corpo ecologicamente vantaggioso serve a poco se la cappa richiede in permanenza troppa aria.
04Separazione per funzioni anziché principio del materiale
La soluzione più robusta è raramente una costruzione solo in acciaio o solo in pannelli. L’acciaio è adatto per la struttura portante e il corpo, dove contano modularità, incombustibilità e smontaggio. L’interno e i piani di lavoro vengono scelti in base alla chimica effettiva – con sostanze molto aggressive come l’acido fluoridrico o l’acido perclorico né acciaio standard né pannello standard, bensì materiali speciali testati. I pannelli rivestiti in HPL vanno collocati in zone asciutte e protette, con bordi durevolmente stagni.
05Che cosa dovrebbe richiedere nella gara d’appalto
- Dichiarazione ambientale di prodotto secondo EN 15804 per il prodotto offerto, non soltanto per il materiale
- Masse dei materiali per componente
- Concetto di smontaggio e di pezzi di ricambio: avvitato anziché incollato, separabile per materiali
- Resistenza chimica per l’utilizzo reale
- Comportamento al fuoco secondo EN 13501-1 nonché certificazioni delle emissioni per pannelli e adesivi
- Per la cappa: valori di prova secondo EN 14175 e portate d’aria in esercizio
In questo modo la scelta del materiale diventa una decisione comprensibile per ciascun componente – e non una questione di principio.
Da ricordare
Sostenibile non è un determinato materiale, bensì il materiale che al suo posto consente l'utilizzo più lungo, più riparabile e più sicuro.
Norme e fonti
- SN EN 15804 – Sostenibilità delle costruzioni, dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD)
- SN EN 438 – Laminati decorativi ad alta pressione (HPL)
- SN EN 13501-1 – Classificazione al fuoco dei prodotti da costruzione
- SN EN 14175 – Cappe
- worldsteel association – Life Cycle Inventory Methodology ed ecoprofili LCA per prodotti in acciaio
- Lawrence Berkeley National Laboratory – Energy Use and Savings Potential for Laboratory Fume Hoods
SEDC AG · Articolo tratto dalla nostra serie di formazione interna «Technik Praxis», abbreviato per committenti e utenti.