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Laboratorio & camera bianca3 min di letturaAggiornato a settembre 2026

Scelta dei materiali in laboratorio: acciaio o HPL – che cosa è davvero sostenibile

L'acciaio è considerato energivoro, i pannelli in resina sintetica leggeri e robusti. Per la cappa chimica e gli arredi da laboratorio, però, non decide l'etichetta del materiale, bensì per quanto tempo un componente rimane al suo posto sicuro, riparabile e riutilizzabile.

In sintesi

  • Gli ecobilanci vengono calcolati per chilogrammo, ma si installa per metro quadrato: un pannello compatto spesso 19 mm pesa più del doppio di una lamiera d'acciaio da 1,5 mm.
  • Un valore favorevole del potenziale di riscaldamento globale può derivare, nei pannelli a base di legno, dal carbonio biogenico immagazzinato – significativi sono soltanto la quota fossile, l'energia primaria e il fine vita.
  • La leva di sostenibilità maggiore è la durata d'utilizzo: un componente che deve essere sostituito dopo dieci anni perde qualsiasi vantaggio derivante dalla produzione.
  • Nella cappa chimica l'energia di ventilazione nel corso del periodo d'esercizio può prevalere nettamente sulla questione dei materiali.

01La domanda sbagliata: quale materiale è più ecologico?

Per le cappe chimiche e gli arredi da laboratorio si confrontano spesso tre tipi di costruzione: acciaio verniciato, pannelli compatti pieni in laminato ad alta pressione (HPL) e pannelli a base di legno con un sottile strato di rivestimento in HPL. La discussione diventa rapidamente di principio – l’acciaio sarebbe energivoro, la resina sintetica difficile da smaltire. Entrambe le affermazioni sono vere, ed entrambe, da sole, non portano alla scelta giusta.

02L’errore di ragionamento: per chilogrammo anziché per componente

L’acciaio è ad alta intensità energetica e di CO2 nella produzione, se si considera un chilogrammo. Nella costruzione di arredi e cappe si utilizzano però lamiere sottili. I pannelli compatti sono invece massicci: secondo la EN 438 hanno una massa volumica di almeno 1,35 g/cm³, e nella cappa vengono impiegati piuttosto con spessori di 19 mm che sottili.

Massa areica per metro quadrato: lamiera d'acciaio 1,0 mm circa 7,9 kg, lamiera d'acciaio 1,5 mm circa 11,8 kg, truciolare rivestito HPL 19 mm circa 13,5 kg, pannello compatto 19 mm circa 26,6 kg – oltre 2,3 volte la lamiera d'acciaio da 1,5 mm.MASSA PER METRO QUADRATO DI PANNELLOLamiera d'acciaio 1,0 mmmassa volumica 7850 kg/m³7,9 kg/m²Lamiera d'acciaio 1,5 mmmassa volumica 7850 kg/m³11,8 kg/m²Truciolare rivestito HPL 19 mmipotesi: supporto 650 kg/m³ + HPL13,5 kg/m²Pannello compatto (HPL) 19 mmipotesi 1400 kg/m³26,6 kg/m²×2,3Pannello compatto rispettoalla lamiera d'acciaio da 1,5 mmEsempio di calcolo con masse volumiche ipotizzate, senza rivestimento, bordi e fissaggi
Stessa superficie, masse molto diverse Esempio di calcolo con masse volumiche ipotetiche

×2,3di massa in più per metro quadrato con un pannello compatto da 19 mm rispetto a una lamiera d’acciaio da 1,5 mm

A ciò si aggiunge una trappola di lettura nelle dichiarazioni ambientali di prodotto: i materiali a base di legno immagazzinano carbonio biogenico, per cui il loro potenziale di riscaldamento globale complessivo può risultare molto basso o persino negativo. Per un confronto equo vanno affiancati la quota fossile, l’energia primaria e il fine vita.

03Il principio: la durata d’utilizzo batte la produzione

La leva più importante di solito non è la produzione, bensì la questione se un componente debba essere sostituito dopo dieci anni oppure possa essere trasformato, riparato per trent’anni e infine riciclato per materiali separati. I corpi in acciaio avvitati possono essere riverniciati, dotati di pezzi di ricambio e reimmessi nel ciclo come materia prima secondaria. I pannelli compatti resistono all’umidità e agli urti, ma in quanto composito termoindurente non sono rifondibili – ha senso il riutilizzo come pannello intero. I pannelli rivestiti in HPL diventano critici non appena l’umidità o i vapori chimici raggiungono il supporto attraverso bordi e fori: a quel punto la riparazione è quasi impossibile e la durata di vita reale ribalta il bilancio.

Nella cappa chimica si aggiunge una seconda leva. Essa movimenta per decenni grandi portate d’aria, e questa energia d’esercizio può prevalere nettamente sulla questione dei materiali. Un corpo ecologicamente vantaggioso serve a poco se la cappa richiede in permanenza troppa aria.

04Separazione per funzioni anziché principio del materiale

Costruzione a funzioni separate di una cappa chimica: vano interno e piano di lavoro in base alle sostanze chimiche, struttura portante modulare e incombustibile, basamento con bordi durevolmente stagni, e l'aria di estrazione in esercizio come leva principale.MATERIALE SECONDO LA SOLLECITAZIONE, NON PER PRINCIPIOAria di estrazione in eserciziospesso una leva maggiore del materialeVano interno e piano di lavoroscegliere in base alle sostanze chimiche, renderli sostituibiliStruttura portante e corpomodulare, avvitata, riparabile, incombustibileBasamento e rivestimentoasciutto e protetto, bordi durevolmente stagni
Ogni zona secondo la sua sollecitazione

La soluzione più robusta è raramente una costruzione solo in acciaio o solo in pannelli. L’acciaio è adatto per la struttura portante e il corpo, dove contano modularità, incombustibilità e smontaggio. L’interno e i piani di lavoro vengono scelti in base alla chimica effettiva – con sostanze molto aggressive come l’acido fluoridrico o l’acido perclorico né acciaio standard né pannello standard, bensì materiali speciali testati. I pannelli rivestiti in HPL vanno collocati in zone asciutte e protette, con bordi durevolmente stagni.

05Che cosa dovrebbe richiedere nella gara d’appalto

  • Dichiarazione ambientale di prodotto secondo EN 15804 per il prodotto offerto, non soltanto per il materiale
  • Masse dei materiali per componente
  • Concetto di smontaggio e di pezzi di ricambio: avvitato anziché incollato, separabile per materiali
  • Resistenza chimica per l’utilizzo reale
  • Comportamento al fuoco secondo EN 13501-1 nonché certificazioni delle emissioni per pannelli e adesivi
  • Per la cappa: valori di prova secondo EN 14175 e portate d’aria in esercizio

In questo modo la scelta del materiale diventa una decisione comprensibile per ciascun componente – e non una questione di principio.

Da ricordare

Sostenibile non è un determinato materiale, bensì il materiale che al suo posto consente l'utilizzo più lungo, più riparabile e più sicuro.

Norme e fonti

  • SN EN 15804 – Sostenibilità delle costruzioni, dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD)
  • SN EN 438 – Laminati decorativi ad alta pressione (HPL)
  • SN EN 13501-1 – Classificazione al fuoco dei prodotti da costruzione
  • SN EN 14175 – Cappe
  • worldsteel association – Life Cycle Inventory Methodology ed ecoprofili LCA per prodotti in acciaio
  • Lawrence Berkeley National Laboratory – Energy Use and Savings Potential for Laboratory Fume Hoods

SEDC AG · Articolo tratto dalla nostra serie di formazione interna «Technik Praxis», abbreviato per committenti e utenti.

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