Home / Approfondimenti / Freddo & clima

Freddo & clima3 min di letturaAggiornato a settembre 2026

Svolta dei refrigeranti: che cosa significano le nuove regole sui gas fluorurati per il Suo impianto

L'UE ha reso vincolante l'uscita dai refrigeranti fluorurati, e la Svizzera segue. Chi oggi progetta un impianto di refrigerazione o una pompa di calore progetta per un refrigerante che deve essere ancora disponibile ed economicamente accessibile fra dieci anni.

In sintesi

  • La quantità di refrigeranti fluorurati (HFC) ammessa nell'UE scende dal 24 % del livello del 2015 a circa il 5 % dal 2030 – e a zero entro il 2050.
  • La scarsità colpisce gli impianti esistenti molto prima di qualsiasi divieto: il refrigerante per manutenzione e riparazione diventa più caro.
  • I refrigeranti naturali – CO₂, propano, ammoniaca – non sono soggetti a quote, ma non sono intercambiabili: ognuno ha un proprio profilo di pericolo.
  • Il concetto di sicurezza determina il luogo d'installazione, la sala macchine e il rilevamento gas – va definito prima della scelta del sistema, non dopo.

01Da «meno» a «nessuno»

Con il regolamento (UE) 2024/573, l’UE ha trasformato la riduzione graduale dei refrigeranti fluorurati in un’uscita vincolante. La quantità che può essere immessa sul mercato ogni anno viene plafonata in CO₂ equivalente – e diminuisce a grandi scaglioni. La Svizzera allinea a queste regole la propria ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici.

Quota UE di gas fluorurati: 100 per cento nel 2015, 24,3 per cento nel 2025, 12,3 per cento nel 2027, 5,2 per cento nel 2030, zero dal 20500 %25 %50 %75 %100 %100 %24,3 %202512,3 %2027≈ 5 %20300 %20152020202520302035204020452050QUANTITÀ DI HFC AMMESSA NELL'UE · CO₂ EQUIVALENTE · 2015 = 100 %I refrigeranti naturali(CO₂, propano, ammoniaca)non sono soggetti a quote.
La quota si dimezza in pochi anni Allegato VII, regolamento (UE) 2024/573

Poiché il calcolo avviene in CO₂ equivalente, un refrigerante con un elevato potenziale di riscaldamento globale «costa» per chilogrammo una quota particolarmente elevata. Refrigeranti diffusi come R404A o R410A diventano così scarsi e costosi – molto prima che scatti un divieto esplicito. Per i nuovi apparecchi valgono inoltre divieti scaglionati: per molti climatizzatori compatti e pompe di calore, già dal 2027 un limite di GWP 150.

02Che cosa significa per gli impianti esistenti

Gli impianti esistenti possono continuare a funzionare. Il rischio risiede nell’approvvigionamento: se fra cinque anni un impianto con un refrigerante in via di dismissione deve essere riparato o ricaricato, l’operazione diventa costosa o, con prodotto vergine, del tutto impossibile. Per ogni impianto con R404A, R410A o R134a conviene quindi porsi oggi la domanda se il refrigerante rimarrà disponibile fino alla fine prevista dell’utilizzo – e se una sostituzione pianificata debba essere anticipata.

03Tre refrigeranti naturali, tre profili di pericolo

Le alternative sono tecnicamente mature, ma si comportano in modo radicalmente diverso:

  • La CO₂ (R744) non è né infiammabile né tossica, ma è più pesante dell’aria. In caso di perdita si accumula al suolo e, senza odore, sposta l’ossigeno. Sono necessari sensori di ossigeno vicino al pavimento e una ventilazione forzata. Inoltre, gli impianti a CO₂ funzionano con pressioni superiori a 100 bar – i componenti degli impianti convenzionali non sono trasferibili.
  • Il propano (R290) è altamente infiammabile. Richiede una suddivisione in zone Ex e un documento di protezione contro le esplosioni, che il gestore deve presentare.
  • L’ammoniaca (R717) è tossica, ma segnala da sé la propria presenza con il suo odore pungente. Richiede una sala macchine separata, un impianto di rilevamento gas e un piano di evacuazione – collaudata da oltre cento anni nella refrigerazione industriale.

A ciò si aggiunge, per la CO₂, una debolezza estiva: al di sopra di circa 31 °C il ciclo funziona in modo «transcritico» e il rendimento cala sensibilmente. I siti con estati calde necessitano quindi di contromisure mirate come eiettori o compressione parallela – questo rientra nel calcolo di redditività, non negli interventi correttivi successivi.

04La sequenza è decisiva

L’errore di progettazione più frequente consiste nello scegliere prima il sistema e nell’«aggiungere» poi il concetto di sicurezza. La via corretta è quella inversa: il profilo di pericolo del refrigerante determina il luogo d’installazione, la sala macchine, la ventilazione e il rilevamento – e quindi superfici e costi. Chi chiarisce questi aspetti per tempo evita riprogettazioni quando l’autorità preposta al rilascio dell’autorizzazione o la Suva pongono i loro requisiti.

Da ricordare

I refrigeranti naturali sono a prova di futuro, ma non intercambiabili: la CO₂ sposta l'ossigeno, il propano è infiammabile, l'ammoniaca è tossica – ognuno richiede il proprio concetto di protezione.

Norme e fonti

  • Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra, allegati IV e VII
  • Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim, RS 814.81), allegato 2.10 – revisione «Pacchetto di ordinanze in materia ambientale autunno 2025»
  • SN EN 378, parti 1–4 – Impianti di refrigerazione e pompe di calore, sicurezza e ambiente
  • EN 60079-10-1 – Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione
  • Pubblicazione Suva 66139 «Kälteanlagen und Wärmepumpen sicher betreiben» (esercizio sicuro di impianti di refrigerazione e pompe di calore)

SEDC AG · Articolo tratto dalla nostra serie di formazione interna «Technik Praxis», abbreviato per committenti e utenti.

Versione completa & colloquio tecnico

Più approfondimento per il Suo progetto.

La versione completa contiene le scadenze per tipo di impianto, il confronto dettagliato dei concetti di sicurezza e la nostra lista di controllo per specifica e collaudo. Saremo lieti di esaminarla con Lei – applicata al Suo impianto.

Richiedi un colloquio tecnico